La situazione è sotto controllo.
La situazione è sempre sotto controllo.
Unità di crisi permanente è il nuovo progetto di Ilja Ilic, quello degli Oblomov,
una one-man band, per usare una definizione che non rende giustizia al problema:
Ilja ha scritto, suonato, registrato e costruito tutto da solo.
Nessuna commissione, nessun comitato di supervisione, nessuno a cui scaricare la responsabilità.
Una pessima organizzazione del lavoro, secondo i criteri vigenti.
Una necessità, secondo altri.
Il risultato è rock onirico, cantato in italiano: chitarre, visioni distorte, protocolli inesistenti
e comunicazioni dall’interno di un sistema che continua a mietere vittime anche quando non se ne vede più il motivo.
Canzoni come verbali, disturbi come prove documentali,
musica come ultimo tentativo di mantenere una parvenza di lucidità.
Non ci sono risposte ufficiali.
Le domande, invece, sono state protocollate e inoltrate all’ufficio competente,
che al momento risulta irreperibile.
Unità di crisi permanente si è auto-incaricata di registrare il disastro mentre accade.
Non promette salvezza, non distribuisce istruzioni per l’uso.
Si limita a raccogliere prove, compilare rapporti e verificare se, in mezzo a tutto questo,
esista ancora qualcosa che valga la pena salvare.
Non è un errore di sistema; è il sistema che è un errore.
Il primo album di Unità di Crisi Permanente,
ESTETICA DI UNA CATASTROFE,
è (quasi) in arrivo.
Alternative rock onirico, heavy, progressivo
come progressivo é il deterioramento
delle condizioni generali.
Un’indagine sonora sull’inquietudine,
sul disordine
e su quella curiosa abitudine umana
di chiamare normalità
tutto ciò a cui ci si è rassegnati.
Prossimamente
L’immagine accanto non è la copertina del disco.
Per mettere la faccia in copertina bisogna avere una faccia
che il pubblico desideri vedere.
Ci stiamo lavorando.